Mi è capitato di incontrare frequentatori a vario titolo di UNIPI e spesso è uscito fuori — Quello l’hai fatto te?! Certochessì, un austero-ma-non-troppo segno grafico destinato a rappresentare fino alla notte dei tempi le più nobili istituzioni della cultura toscana.
Lo trovate appiccicato alla viva il parroco su millemila pubblicazioni e comunicazioni fatte da chissà chi, spesso stravolto nelle proporzioni, nel posizionamento e addirittura nel lettering. Ma non è colpa mia: i padri non sono sempre responsabili del destino dei figli!
Non c’è molto da dire, il pittogramma è auto esplicativo. La componente tipografica è molto ingombrante, ma tant’è. Al tempo ho preferito mantenerla su due righe, col senno di poi credo che oggi proverei un’impaginazione più compatta, anche valorizzando l’acronimo FILELI che nel frattempo si è affermato.
Legature

Una prima proposta, poi scartata per qualche incertezza sulla leggibilità, è certamente più creativa e spericolata, un filino too much.
Come molti che fanno il mio lavoro sono un tipo-dipendente e mi sono avventurato nelle legature tipografiche andando a sbattere contro la somiglianza di segno tra la legatura classica f-i e la mia f-l. Uffa.