Ho partecipato a un concorso di idee per la celebrazione del decennale di Palazzo Blu a Pisa, il principale centro espositivo della città. Era richiesta la creatività per una linea di merchandising. Ho partecipato con sufficienza, senza declinare la proposta in modo convincente, e ho perso.
Rivedo dopo anni questa grafica, mi sembra ancora buona e mi diverto a riproporla migliorando la presentazione. Magari rientra in gioco per il ventennale ;-)
Parto da un punto di vista che chi è stato a Pisa ha certamente notato: il profilo dei lungarni da cui emerge un colore unico nella palette del tessuto urbano circostante. Voglio sintetizzare quel profilo in un segno grafico semplice e potente, iconico, facile da riprodurre anche a costi contenuti. Uno di quelli che un turista conserverebbe come ricordo e che un pisano della curva nord vorrebbe tatuato sul braccio.
Al primo tentativo mi sono fatto prendere la mano e ho esagerato con i dettagli. Poi ho trovato il ritmo giusto. Sembra facile ma non lo è: bisogna togliere, togliere, togliere, senza perdere il senso del paesaggio.
Da notare che nessuno degli elementi ripetitivi (ad esempio le finestre) è "clonato", sono tutti disegnati a mano libera. Il contrasto tra la nettezza tipica del tracciato vettoriale e la libertà del tracciamento, conferisce al segno una vibrazione imprevedibile, il ritmo che altrimenti svanirebbe in una noiosa teoria di moduli.
Accordo i colori con l’identità dell’ente, forzando impercettibilmente il timbro per trovare quella luminosità che la palette istituzionale purtroppo non ha. Due varianti: chiara e scura. Aggiungo un copy implacabile e mi concedo il lusso, visto che è un gioco, di omettere loghi, patacche e blablabla.
Scarico infine i soliti mockup dai soliti siti di chincaglierie per grafici e butto lì qualche idea (nella realtà, prima di definire la produzione, avrei fatto un'ossessiva analisi di mercato preliminare stressando a morte i coordinatori del book store).
Se questa tecnica vi piace e volete saperne di più, fatemi un fischio.